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| Dignità della Persona? |
Si può morire, essere picchiati, discriminati, indotti al suicidio perché omosessuali? Si può utilizzare la Bibbia per fare del male a questi uomini e a queste donne? Purtroppo la risposta è sì. Mai come negli ultimi mesi la crudeltà e la violenza dell’omofobia ha mietuto molte vittime, episodi che fanno dubitare che il nostro possa essere ancora un paese civile e cristiano. |
Alfredo Ormando (San Cataldo, 15 dicembre 1958 – Roma, 22 gennaio 1998) fu uno scrittore italiano, si diede fuoco il 13 gennaio del 1998 a San Pietro per denunciare l'omofobia delle gerarchie vaticane. Seguendo l'insegnamento di Ugo Foscolo - che vede i morti risorgere nel ricordo dei vivi - immaginiamo che Ormando torni tra noi grazie alle manifestazioni e ai convegni organizzati in sua memoria per costruire il dialogo tra le religioni e l’omosessualità. Il testo che segue è stato pensato in prima persona e con il tempo presente per dare a Ormando, che amava la scrittura più di se stesso, la carezza di una parola che vive ancora oggi. Per rappresentare la forza laica della memoria di dare la vita, anche se il corpo non c'è più. È stato scritto anche grazie ai documenti messi a disposizione da Massimo Consoli e Piero Montana, che ringraziamo.
«La parola è stata per me sempre salvezza e conforto, eppure l'esperienza di non vederla ascoltata mi ha fatto sentire sconfitto. Voi cari fratelli e sorelle che il 13 gennaio vi siederete per terra sulla piazza antistante San Pietro per ricordarmi diventate il respiro lontano dei miei versi. Ho scritto nel mio romanzo “Sotto il cielo d'Urano”: “Perché devo vivere? Non trovo una sola ragione perché io debba continuare questo supplizio… Nell'aldilà a nessuno farò drizzare i capelli e arricciare il nasino perché sono un omosessuale… Non capisco questo accanimento. Non svio nessuno dalla retta via dell'eterosessualità, chi viene a letto con me è maturo, cioé adulto consenziente e omosessuale o bisessuale... È da quando avevo dieci anni che vivo nel pregiudizio e nell'emarginazione, ormai non riesco più ad accettarlo, la misura è piena”.
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IO TORCIA UMANA LANCIATA CONTRO IL VATICANO |
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Ho passato buona parte dei miei quarant'anni, sperando che le mie parole pubblicate in un'opera potessero uscire dai confini della mia isola, la Sicilia. Non è stato possibile, inesorabili i rifiuti delle case editrici, dalle più grandi alle minori. Allora ho deciso di farmi parola io stesso. Ho deciso di trasformare in urlo e in segno indelebile il mio corpo di uomo che ama un altro uomo, di gridare tutto ciò che la Chiesa non vuole vedere. Il mio corpo sarà la penna, si consumerà scrivendo la mia parola che nessuno potrà cancellare, il mio inchiostro sarà la benzina. SEGUE... |
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| MATTEW SHEPPARD 1-12-1976 / 12-10-1998 |
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A 50 giorni dal suo 22° compleanno, Matthew fu adescato da una coppia di ragazzi che si finsero gay e fu portato in una lontana periferia della cittadina di Laramie. Li fu atrocemente ridotto in fin di vita, nonche derubato, perchè "gay"; prima di lasciarlo in preda all'agonia e alla sofferenza per le multi lesioni cerebrali subite, fu ulteriormente legato ad una staccionata, dove viene ritrovato da un ragazzo che si trovava per caso a passare di li in bicicletta. Si scoprirà che il suo cranio era stato spaccato dai colpi inferti col calcio di una pistola e che il suo corpo era stato lasciato per oltre 18 ore ad una temperatura prossima allo zero. Mattew morirà dopo diversi giorni di coma, attirando su di se un immenso interesse mediatico e popolare. Per la sua morte Russel Henderson e Aaron McKinney (rispettivamente, di 21 e 22 anni) verranno condannati ad un doppio ergastolo. SEGUE...
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Depenalizzazione dell'omosessualità
No del Vaticano alla proposta Onu |
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CITTA' DEL VATICANO, 1 dicembre 2008- E' scontro tra Onu e Vaticano. La Santa Sede boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell'omosessualità. Un'iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell'Unione europea, e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Immediato il "no" della Santa Sede: "Gli stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' - dice monsignor Celestino migliore - verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni". Affermazioni che scatenano una serie di reazioni polemiche che, in serata, provocano una nuova presa di posizione del Vaticano. Che, però, nella sostanza è tutt'altro che una retromarcia. "Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali", afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta - ma la proposta cerca di 'introdurre una dichiarazione di valore politico che si puo' riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, puo' venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell'uomo''. In pratica il rischio paventato è che gli Stati che non riconoscono le unioni gay vengano "mesi alla gogna".
Toni non dissimili da quelli usati da monsignor Migliore che parla di "una dichiarazione di valore politico" che aggiunge "nuove categorie protette dalla discriminazione senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni".
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Proposta dell’Unione Europea per una dichiarazione ONU che condanni formalmente le discriminazioni contro gli omosessuali |
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Il Vaticano ha sostenuto, a difesa del proprio No alla depenalizzazione dell’omosessualità, che molti altri paesi condividono la stessa opinione, dimenticando di specificare quali sono questi paesi. Noti difensori dei diritti umani come l’Iran, l’Arabia Saudita o la Nigeria.
In realtà sono 53 i paesi che hanno firmato la proposta europea, compresi Andorra, Argentina, Armenia, Bosnia, Brasile, Capo Verde, Cile, Croazia, Ecuador, Ex Repubblica Yugoslava di Macedonia (FYROM), Gabon, Georgia, Guinea Bissau, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, San Marino, Serbia, Svizzera, Ucraina, Uruguay e Venezuela.
Per smascherare la pretestuosità delle argomentazioni vaticane (”questa proposta porterebbe nuove discriminazioni”) che la Francia a nome dell’intera Unione Europea presenterà all’Onu in occasione del 60esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. ecco il testo
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In nove paesi gli omosessuali pagano con la vita
Altrove li attendono il carcere a vita, le percosse e i lavori forzati.
Pena di morte e frustate.La mappa della discriminazione |
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ROMA- Pena di morte. Carcere. Frustate. Lavori forzati. Multe. E' lunga la lista delle pene con cui alcuni paesi puniscono l'omosessualità. E che oggi, dopo il no del Vaticano alla proposta di depenalizzazione universale dell'omosessualità, presentata all'Onu dalla Francia, vale la pena di scorrere. Per capire quanto sia ampia la geografia della discriminazione.
Nel mondo sono circa un'ottantina i paesi che hanno leggi che puniscono gli atti sessuali con persone del proprio sesso. La pena capitale è prevista in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. Il carcere a vita, invece, è previsto in India, Pakistan, Birmania, Guyana (l'unico Stato latinoamericano dove l'omosessualità è reato), Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados.
Ma condanne e punizioni sonno ampiamente diffuse in molte zone del mondo. E non solo il carcere ma anche i lavori forzati. In Guinea Bissau, per esempio. Oppure l'Angola e il Mozambico. Ed ancora multe e pene cosidette "più lievi" (come qualche anno di carcere). Si passa dai 14 del Malawi, ai 20 della Malesia, ai dieci della Maldive.
Altro aspetto da segnalare è che sono molti i paesi che considerano reato la sola prostituzione maschile: Kenia, Lesotho, Swaziland, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Baharain, Maldive, Territori della Palestina, Turkmenistan, Uzbekistan, Grenada, Giamaica, Kiribati, Nauru, Palau, Papua Nuova Guinea, Tonga, Tuvalu, Guyana. (fonte La Repubblica.it)
Durissima la replica dell'associazione Arcigay: "È di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi, la Chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi e, si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari".
L'Arcigay ricorda che in decine di Paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale contro le persone omosessuali. "La scusa per cui la richiesta francese non dovrebbe passare perché da quel momento gli stati che non riconoscono le unioni gay sarebbero messi all'indice, - conclude l'Arcigay - non solo non ha alcun senso, ma è una studiata e cinica bugia per nascondere ciò che realmente il Vaticano vuole: mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali".
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MORIRE PERCHE' GAY,
NUOVO APPELLO CONTRO L'OMOCAUSTO IN IRAN |
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Due ragazzi di 18 e 19 anni sono stati arrestati in Iran il 23 gennaio 2007 perché si amavano. Sono stati accusati di “Mohareb”, ovvero di essere "nemici di allah", e di "lavat" (sodomia), pene per la quali e' prevista la condanna a morte. Intanto dal Regno Unito giungono notizie poco confortanti anche per la rifugiata lesbica Pegah Emambakhsh visto che la corte d'appello a cui ha chiesto asilo politico sarebbe intenzionata a rimpatria in Iran, condannandola così al boia. Intanto è partita una nuova petizione internazionale per mettere fine a questo omocausto in Iran. Ma basterà? SEGUE...
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LA CHIESA DI CRISTO E IL VATICANO |
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"Le parole di pietra degli uomini senza la luce del Maestro sono prigioni per ogni anima. Da Cristo soltanto attendiamo le parole di vita eterna". Di DON GIOVANNI, teologo.
E Cristo disse: "Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei non entrerete nel Regno dei Cieli!" Qual era la giustizia degli scribi e dei farisei? Qual era il loro senso del giusto e dell’ingiusto, cioè del bene e del male? In una parola qual era la fede e la morale del popolo da cui Gesù Cristo proveniva? Erano quelle di una religione, che da Mosè in avanti, si era costituita come un corpus di prescrizioni e di divieti, una dottrina appunto. Tale dottrina era contenuta sia nella Torah, la Legge ebraica, del Pentateuco, i primi cinque libri della attuale Bibbia. Legge e Profeti come indicò Cristo stesso erano il riferimento di Israele. SEGUE...
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DON BARBERO:
CHIESA OSSESSIONATA DAI GAY |
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“Vorrei dire si ha paura di sé, è una ossessione, è chiaro che siamo passati ad una persecuzione e ad un controllo che ha qualcosa di patologico. Ma il problema è a monte. Sta in una chiesa che si è chiusa dentro una cultura e non ascolta più nessuno, non ascolta la scienza, la psicologia, la medicina, nessuno. Soprattutto non ascolta le persone. Parla dei gay e non parla mai con i gay…”
“Il concilio apriva un vento di libertà, rendeva la chiesa più in simpatia con gli uomini e le donne, con la realtà umana. Ora sarebbe tempo di andare ben oltre il concilio, ma nella chiesa sono persone che lo stanno affossando”
Don Barbero che propone una lettura del Vangelo sganciata dalle gerarchie ecclesiali e che immagina una chiesa senza Vaticano, più povera e senza privilegi continua comunque a definirsi cattolico. SEGUE...
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Lettera aperta ai miei amici cattolici |
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Gian Mario Felicetti, 3 dicembre 2008 - Le dichiarazioni di monsignor Migliori le conoscono tutti. E non sono nemmeno nuove, perché lo stesso niet fu espresso dalla chiesa in una analoga iniziativa mossa dal Brasile pochi anni fa. Queste dichiarazioni hanno acceso molte polemiche e tanto sdegno, che però non va sposato in modo acritico. Sono di esempio quei cattolici che – per non far vacillare la propria fede – cercano di capire meglio, approfondiscono le dichiarazioni di mons. Migliori all’Onu, cercano barlumi di speranza nella dottrina sociale della chiesa. SEGUE...
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Preti gay, i segreti svelati in tv |
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ROMA - I racconti: «Se penso al seminario o alla mia diocesi credo che gli omosessuali siano una buona parte». Le confessioni a cuore aperto: «Sono stato insieme con un ragazzo siciliano per un anno. Se due uomini si vogliono bene, non conta se porti la tonaca oppure no». Anche le avance, certo: «Portando il colletto si attira tanto. Tu faresti l'amore con me?». E le critiche alla Chiesa: «Con noi fa come l'esercito americano: io non ti chiedo niente, ma tu non devi dire niente. Copre, insabbia, ma così non cresce». Sono preti quelli che parlano. Preti gay, ripresi con una telecamera nascosta durante i loro incontri clandestini con un ragazzo conosciuto sulle chat line per omosessuali. SEGUE...
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Funziona dal 2006. Quasi mai attacchi alla Chiesa, solo
una confraternita per la ricerca di conforto, dialogo e anche di possibilità d'incontro
Venerabilis, la chat dei sacerdoti gay
"Grazie per averci dato una voce" "Credevo di essere solo, ma ora capisco che posso essere uomo tra gli uomini" |
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MARCO PASQUA, 2 dicembre 2008 - Si definisce "confraternita dei preti romano-cattolici omosessuali" e vuole essere un punto di riferimento nel web per i sacerdoti omosessuali. Il suo sito internet, intitolato "Venerabilis", ha una chat multilingue (in italiano, inglese, francese e spagnolo), anche se è nei commenti alle diverse notizie pubblicate, che ci si scambiano e-mail e impressioni. Molti suoi frequentatori si dichiarano preti. C'è chi vuole conoscere altri confratelli o seminaristi, chi ha bisogno di confrontarsi sul complesso tema dell'omosessualità e della fede. Spesso sono anche semplici cattolici, in cerca di un parere. SEGUE...
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| Letto su: www.amedit.it |