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Ricordo di Giuseppe Bonaviri
Il quasi-Nobel

 

Caterina Provenzano

Articolo apparso sul quotidiano Calabria Ora per la pagina culturale. Calabria Ora, AnnoIII, n.5 aprile 2009, pag. 3

bonaviri“Da grande voglio diventare il più grande poeta di Mineo”. Un progetto ambizioso per un ragazzino che coi calzoni corti ha respirato aria di poesia fra le stradine strette del suo paese, sotto il sole di Sicilia. Giuseppe Bonaviri (Mineo, Catania 1924-Frosinone 2009) è sempre  stato uno scrittore “altro”, uno di quelli che ha sempre sentito la letteratura come un qualcosa che dà senso alla vita. Non era uno che faceva vita mondana o cenacoli letterari,  si definiva “casalingo, tutto ambulatorio, famiglia e libri”. Una vita senza i riflettori della letteratura commerciale, da “intossicazione” e da vetrina. Bonaviri, medico chirurgo con la passione per le lettere e per i nidi degli uccelli (ne collezionava tanti, tutti regalati dai suoi pazienti, la gente che amava), fu votato ad amare due città: la sua terra, Mineo, paese natale di Luigi Capuana e Frosinone, la città in cui ha vissuto per più di cinquant’anni.  Un connubio discreto, ma con una punta di nostalgia alle sue pietre del Mineo. Amore per i particolari, per le cose che nessuno vede, ma che per lo scrittore sono state centrali per la sua arte. SEGUE...

 
 

Il ciclo di vita ritrovato
il Global Ecovillage Network

 

Emanuele Arteniesi

Si tratta di un esempio di rete interconnessa in cui ogni nodo può essere utilizzatore o produttore, un sistema che svincola dalla produzione centralizzata, rende le micro comunità autosufficienti, consapevoli, attori diretti della gestione e manutenzione dei propri impianti.
Un esempio di sussidiarietà che salda le persone al proprio abitare. La città sarà organizzata in distretti autonomi dal punto di vista energetico e a bilancio ambientale nullo. Ogni singolo territorio, come nelle teorie per un bioregionalismo, metterà a fattor comune nella rete del distretto tutte le risorse disponibili e diversificate: energia solare, eolica, biomasse, cogenerazione.
“Ci si avvicinerà sempre più verso un processo ciclico della natura: ciò che è scarto per alcuni diventa alimento per altri e l’ecosistema nel suo complesso rimane in equilibrio. Una modalità di questo genere definirà una comunità sostenibile basata sulla collaborazione diffusa”.

La rete globale di ecovillages fa proprie le medesime istanze riguardanti il rapporto con la tradizione per un’innovazione equilibrata, il problema del degrado ambientale ed il ciclo di vita delle materia prime e dei processi di produzione. Ma allo stesso tempo integra nel suo modello di vita comunitario questioni come il costruire comunità, la celebrazione della vita, la spiritualità degli abitanti tra arte e rapporto con la natura. SEGUE...

 
 
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