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| Recensioni | ||
| I CINEMORFISMI di Antonello Morsillo |
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Spesso tendiamo a dimenticare che le vere icone del cinema non sono gli attori, con le loro personalità il più delle volte banalotte e stereotipate, ma i personaggi che interpretano, protagonisti di vite straordinarie. Baby Jane quindi, e non Bette Davis. O ancora Norma Desmond, e non Gloria Swanson. La lista è lunga e ognuno di noi potrebbe compilarla a suo gusto assecondando predilezioni personali; una lista che attinge soprattutto, come ogni buon cinefilo può facilmente constatare, nel grande cinema del passato. E' qui che le icone, figlie primogenite del Divismo ante-litteram, hanno fatto la loro comparsa nell'indimenticabile scintillio del bianco e nero. Già ai primi accenni di colore il Divismo si è poi inesorabilmente incamminato sull'imbarazzante passerella del fighettume attoriale che oggi caratterizza e qualifica buona parte del cinema contemporaneo. SEGUE... |
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| IL PENTAGRAMMA PITTORICO Le opere di Isabella Collodi |
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Un confine netto tra le arti (pittura, scultura, musica, scrittura, teatro..), ossia tra le tecniche d'espressione creativa, sussiste solo sul piano squisitamente strumentale. La contaminazione tra le arti, specie da qualche decennio in qua, in regime di multimedialità, è sempre in agguato. Una direzione indicata prima dal teatro e, da un abbondante cinquantennio, dalla musica cantautorale (o, se si preferisce, "leggera"). Quest'ultima, dopo aver subito per anni lo scetticismo e la titubanza, può oggi finalmente annoverarsi materia universitaria, oggetto di studi da parte di storici, sociologi e critici musicali. Una forma d'espressione completa che congloba alla partitura musicale sia il testo (poesia/letteratura) sia l'interpretazione (l'atto performativo/teatrale legato all'esecuzione del brano). SEGUE... |
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| SINTESI E TRADIZIONE NELLA SCULTURA DI SERGIO VALERI |
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L'approccio che Valeri stabilisce con la materia, lungi dal porsi in contraddizione con la lunga e polimorfa stagione della scultura tradizionale, è sempre sotteso al perseguimento di un referente armonico, all'individuazione di un linguaggio plastico schietto e universale, scevro d'insistenze ornamentali ed insofferente agli ammiccamenti del polimaterico. Una scultura pulita e nuda, delineata nei suoi accordi, dove protagonisti sono la materia e l'impronta che l'artista ha irrorato su di essa. Valeri parla un linguaggio semplice, immediato, intimo. La sintesi esibita lascia trasparire la padronanza del "mestiere" di scultore, ben incanalata in uno stile deciso e riconoscibile. SEGUE... |
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| LA MESSA IN SCENA DELLA PITTURA Le opere di Piero Fornai Tevini |
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I luoghi del Teatro e quelli dell'Opera d'Arte sono luoghi, per necessità, virtuali. In essi, infatti, viene a consumarsi la rappresentazione, la messa in opera (o, se si preferisce, la messa in scena). L'Arte, ovunque venga deputata a prodursi, è sempre fuori luogo: necessariamente deve allestirsi in uno spazio fisico per proiettarsi in uno meta-fisico. Dalla "quarta parete" l'osservatore assiste o interagisce, anch'egli indispensabile all'economia dell'evento, come il lacerto di carne che chiude e completa il ventre aperto dove si perpetra l'azione. Dalla più tradizionale metonimia al più asettico minimalismo tautologico l'Arte è sempre Teatro poiché è sempre Rappresentazione. SEGUE... |
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| LA NATURA SUPERSTITE Testo critico su Franco Accursio Gulino |
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Intesa come ingresso o passaggio la Porta, nella ricerca di Franco Accursio Gulino, riveste un ruolo fondamentale e coincide emblematicamente con il supporto sul quale è stesa la trama pittorica: ne consegue che l'oggetto-opera è chiamato a rivestire il duplice ingombro di pittura-installazione. Porta del dialogo tra Oriente e Occidente, ma anche madia, teca, luogo privilegiato di custodia e di esposizione dove trovano riparo segni, testimonianze e culture. Né aperta, né chiusa: necessariamente l'Arte è una porta. SEGUE... |
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| SOTTO MENTITE SPOGLIE Donatella Rettore nelle illustrazioni di Antonello Morsillo |
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Immaginata: Rettore nelle illustrazioni digitali di Antonello Morsillo. La personale, promossa dal Comune di Roma, è stata inaugurata il 9 gennaio 2006 negli spazi espositivi della Biblioteca Elsa Morante di Ostia. Dato il grande afflusso dei visitatori, la mostra è stata prorogata oltre la data prestabilita del 28 febbraio. Presente il giorno dell'inaugurazione la Stralunata Rettore, vulcanica e saturnina, un po' Greta Garbo e un po' Pippi Calzelunghe, profonda e leggera come un personaggio felliniano. SEGUE... |
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| UN ENIGMA IN DIVENIRE Moreno Bondi |
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Parlare di "figurazione" (narrazione, rappresentazione) e di "tecnica pittorica tradizionale" (olio su tela) nel frangente così smaccatamente virtuale attraversato oggi dall'arte contemporanea , è un'impresa quanto mai ardua tanto per lo storico dell'arte – che è chiamato a compiere la sua decodificazione – quanto per l'artista stesso, e cioè per colui che deliberatamente ha scelto gli strumenti della sua missione creativa; la problematica, per riflesso, investe anche l'osservatore, ossia la parte più squisitamente ricettiva, che si trova ad interagire con un medium linguistico fagocitato dalla tradizione e, in apparenza, quasi completamente avulso dalle metodiche odierne della comunicazione. SEGUE... |
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| UN'ARTE DEL DIALOGO. Opere di Massimo Baistrocchi |
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Scorrendo la biografia di Massimo Baistrocchi non possiamo sottrarci dal provare, in primo luogo, un genuino stupore per la vastità dei suoi interessi e delle sue esperienze, tanto nell'ambito della brillante carriera politica d'impronta internazionale che in quello concernente l'ampio ventaglio delle attività creative. Se è vero, come sosteneva Oscar Wilde, che non può sussistere una separazione netta tra vita e arte, ciò è ancora più vero nel caso di Massimo Baistrocchi; le sue opere, infatti, testimoniano di un'assoluta interdipendenza tra aspetti e dimensioni che solo in apparenza possono risultare inconciliabili o divergenti. SEGUE... |
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