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GIOVANNI BLANDINI

 

Cenni biografici a cura di Antonio Cucuzza

 Nasce a Palagonia il 7.3.1832 da Giuseppe Blandini e Carmela Gulizia, viene battezzato nella chiesa del Crocifisso, padrini furono il notaio Carmelo Margarone e i coniugi Francesco Colomba e Colomba Blandini, rappresentanti di due importanti famiglie palagonesi. Rappresentante una famiglia che ebbe particolare attenzione all’istituzione “Chiesa”. Alla morte della madre, avvenuta nel 1842, entra, seguito dal fratello Gaetano nel Seminario di Catania, alla scuola del canonico Guttadauro, futuro vescovo di Caltanissetta. Successivamente continua gli studi nel Seminario di Caltagirone dove approfondisce gli studi di teologia. A 23 anni, il 24 marzo 1855, viene ordinato sacerdote. Tornato al paese si occupa, in particolar modo, dei fanciulli e dell’insegnamento del catechismo, istituisce una scuola per fanciulli, la Congregazione dei Luigini, delle Figlie di Maria, e delle Madri Cristiane. A partire dal 1857 è coadiuvato dal fratello Gaetano, da poco ordinato sacerdote. Negli anni successivi è chiamato a Catania, al seminario, ad insegnare lettere e filosofia e contemporaneamente si laurea in sacra teologia e diritto canonico. Dopo l’Unità lascia l’insegnamento e rientra a Palagonia, dove si distingue, nel 1867, nel portare conforto ai colpiti dal colera. Nel 1872 mons. Morana lo vuole a Caltagirone come segretario ricoprendo la carica di amministratore locale. Il 15.8.1875 riceve la consacrazione episcopale da mons. Giuseppe Dusmet a Catania ed inviato a Noto dove resterà per 38 anni. Durante il suo episcopato mantiene ottimi rapporti con tutti i vescovi siciliani, per la maggior parte conosciuti al seminario di Catania, come mons. Caff, mons. Guarino, mons. Dusmet, mons. Palermo, mons. Francica Nava. La sua azione si svolge su due fronti: il primo tendente a migliorare la “struttura chiesa” con la sua modernizzazione. A tal fine rifonda il seminario di Noto mettendoci molto di suo e si adopera perché aumenti il numero delle vocazioni. Ebbe speciali attenzioni per la formazione di un giovane clero religiosamente e culturalmente preparato e pronto alle battaglie sociali.  Sotto il suo governo episcopale il Seminario di Noto divenne apprezzato centro di studio e formazione. Negli anni 1866 – 1888 lo frequentò anche il giovane Luigi Sturzo. L’altro tendeva a ricollegare la chiesa alla società. Infatti cosciente della situazione di estrema povertà in cui versa la società siciliana di fine Ottocento e della situazione esplosiva che si stava determinando, che sfocerà con i “Fasci Siciliani”, chiede alla Chiesa di aprirsi ai nuovi tempi e ad un maggiore coinvolgimento nella questione sociale. Giovanni fu tra i principali iniziatori e animatori del Movimento Cattolico Sociale e dell’Opera dei Congressi nell’isola incoraggiando le posizioni della D.C. di Sturzo, Torregrossa e Mangano a fine secolo. Tra le numerose opere scritte alcune confermano le indicazioni ideali che mons. Blandini vuole indicare: la Lettera pastorale per pubblicare la Enciclica del Papa contro la Massoneria, pubblicata a Noto nel 1884; Il socialismo. Lettera Pastorale per la quaresima del 1894, Noto 1894; e quella che più vuole indicare la via alla Chiesa del nuovo secolo che è la Lettera sulla Democrazia Cristiana del 1903.

“Non basta ai dì che corrono, rincattucciarsi in un angolo di chiesa, e biascicar avemarie e paternosteri, e  ivi rimpiangere il passato, sperando che un angelo venuto dal cielo salvi la società. E’ suprema necessità oggidì che il Vangelo occupi la mente, il cuore e l’energia di ciascun cattolico; è necessità che ciascuno rivendichi il Cristo sociale”.

Quando mons. Blandini invita il clero ad uscire dalle sacrestie indica la via di una nuova evangelizzazione, di essere vicini ai bisogni della gente, di essere preti-amici, di non dimenticare di essere contemporaneamente cristiani ed esseri umani.   

 

 

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Pubblicato sul quotidiano  "La Sicilia" del 26 Luglio 2002